martedì 11 dicembre 2012

PascoLando

Una mucca o una pecora morte che giacciono in un pascolo sono considerate carogne. La stessa carcassa, trattata e appesa a un chiodo in macelleria, passa per cibo!
J.H. Kellogg

domenica 9 dicembre 2012

La preghiera pensata


La preghiera pensata come un mezzo per realizzare un fine personale è una meschinità, è un furto. Suppone un dualismo e non una unità in natura e nella coscienza. Non appena l'uomo sarà tutt'uno con Dio, non pregherà più. Vedrà la preghiera in ogni atto.
Ralph Waldo Emerson, Saggi, 1841/44

sabato 8 dicembre 2012

Chi lavora con le sue mani...


"Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista." 
(San Francesco D'Assisi)

giovedì 6 dicembre 2012

L’osservazione continua dei propri pensieri

L’osservazione continua dei propri pensieri, delle proprie parole, del proprio operato o delle proprie omissioni si può definire una vera meditazione in marcia, per “morire” di istante in istante scoprendo i difetti nascosti nel profondo del subconscio.
La fine di un difetto si avvicina al momento della sua scoperta. Ma il grande impegno sta giusto in questo.
Non è sufficiente comprendere solo intellettualmente l’aggregato psichico, bisognerebbe immergersi in profonda meditazione interiore per riuscire ad afferrarlo nei differenti livelli della mente.
Ciò può chiaramente avvenire nel momento in cui si sa esattamente come operare al fine di annientare le catene del nostro carcere psicologico.
Solo scoprendo come siamo veramente interiormente potremo aprire la porta d’accesso all’autentica libertà rivelando la vera conoscenza di se stessi ed il rispetto per il prossimo
.
Yogananda

mercoledì 5 dicembre 2012

nessuno si fa vedere com'è

L'uso, comune a tutte le lingue europee, della parola persona per indicare l'individuo umano è, senza saperlo, pertinente: persona significa, infatti, la maschera di un attore, e in verità nessuno si fa vedere com'è; ognuno, invece, porta una maschera e recita una parte.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

lunedì 3 dicembre 2012

Il mio passato-Alda Merini

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato 
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
 Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

sabato 1 dicembre 2012

Noi proveniamo dal seme, dalla terra, e ne facciamo parte


La natura fa parte della nostra vita. Noi proveniamo dal seme, dalla terra, e ne facciamo parte. Ma noi stiamo rapidamente perdendo il senso di essere animali come gli altri. Potete sentire l’albero, guardarlo, vederne la bellezza, ascoltare il suono che produce? Potete essere sensibili alla piccola pianta, al filo d’erba, al rampicante che cresce sul muro, alla luce sulle foglie e alle ombre? Bisogna essere consapevoli di tutto questo e sentirsi in comunione con la natura che ci circonda. Anche se vivete in città ci sono molti alberi qua e là, un fiore nel giardino del vicino, magari un po’ trascurato, soffocato da erbacce, ma guardatelo, sentite di far parte di tutto questo, di tutte le cose viventi. Se ferite la natura ferite voi stessi.
Letters to the Schools vol II, p 71

Resistenza e resa


Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile
protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese.
Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa, 1951 (postumo)

giovedì 29 novembre 2012

Odio gli indifferenti


“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. 
(ANTONIO GRAMSCI, febbraio 1917)

Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo

La malattia di cui oggi soffre gran parte dell’umanità è inafferrabile, non definibile. Tutti si sentono più o meno tristi, sfruttati, depressi, ma non hanno un obbiettivo contro cui riversare la propria rabbia o a cui rivolgere la propria speranza. Un tempo il potere da cui uno si sentiva oppresso aveva sedi, simboli, e la rivolta si dirigeva contro quelli. [...] Ma oggi? Dov’è il centro del potere che immiserisce le nostre vite? Bisogna forse accettare una volta per tutte che quel centro è dentro di noi e che solo una grande rivoluzione interiore può cambiare le cose, visto che tutte le rivoluzioni fatte fuori non han cambiato granché. (TIZIANO TERZANI)

mercoledì 28 novembre 2012

Tenere fra le mani il dolore come un gioiello prezioso

E'possibile rimanere con questo dolore? Posso guardarlo, tenerlo fra le mani come un gioiello prezioso, senza fuggire, senza reprimerlo o razionalizzarlo, senza cercarne le cause, ma contenerlo come un vaso contiene l’acqua? Contenere questa cosa chiamata dolore, la sofferenza di aver perso un figlio e di sentirsi soli, senza fuggire da quella solitudine, non reprimerla, non razionalizzarla intellettualmente, ma osservarla, comprenderne la natura e la profondità.
J. Krishnamurti
Mind Without Measure, p 57

martedì 27 novembre 2012

Parole in cammino

Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare. 
Eduardo Galeano, Parole in cammino, 1998

Il 2000 visto dagli uomini del 1899

In En l'an 2000 gli artisti francesi Jean-Marc Côté e Villemard disegnarono a fine Ottocento quello che sarebbe accaduto nei nostri anni. Molte utopie visionarie sono state effettivamente realizzate. Altre, come le nozioni dei libri trasmesse direttamente nella testa degli allievi, sono troppo avanti anche per noi


UTOPIE REALIZZATE – Con spirito utopico che li avvicina a scrittori come George Orwell (1984) e H.G. Wells (La macchina del tempo), nella serie di cromolitografie En l’an 2000 i due tra il 1899 e il 1910 cercavano di disegnare il futuro vedendo cosa sarebbe accaduto cento anni dopo. Ecco quindi emergere città invase da velivoli monoposto invece che carrozze, protorobot armati di scopa pulire i pavimenti sotto lo sguardo languido di una damina e macchine automatiche che nutrono il pollame. La visione agropastorale dell’automa posto al centro dell’aia mal si concilia con l’orrore degli allevamenti industriali dei nostri anni ma ci sono anche visioni meno drammatiche. Basta prendere Correspondance Cinéma – Phono – Télégraphique (corrispondenza cine-fono-telegrafica) in cui un uomo parla in una sorta di telefono con l’immagine di una donna proiettata su uno schermo. È la nonna della chat video, uno strumento hi-tech che utilizziamo quotidianamente tramite smartphone o computer.


UTOPIE SUPERATE – Scavando nel ricco archivio iconografico conservato alla Biblioteca Nazionale di Francia, appaiono anche visioni ormai superate, che continuano questo scambio temporale tra passato e futuro, facendo apparire molto vecchio ciò che sembrava utopico. Esemplare è il treno elettrico Parigi-Pechino (Le train électrique Paris Pékin) con le sue ruote oblique. Per i due illustratori era roba dell’altro mondo, mentre per noi è un ricordo lontano: l’aereo ci ha permesso di coprire queste enormi distanze con maggiore comodità già da qualche decennio. Eppure la maggior parte delle invenzioni rimangono ancora un sogno anche per noi. Come la tramoggia che tritura libri e ne trasferisce le nozioni direttamente nella testa degli allievi tramite delle cuffie. Un utopia per tutti gli studenti, un incubo per gli insegnati.

domenica 25 novembre 2012

A tutte le donne-Alda Merini

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso            
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.


sabato 24 novembre 2012

Il colore -Vasilij Kandinskij

Il colore è un mezzo di esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde. (Vasilij Kandinskij)

lunedì 19 novembre 2012

gli Anarchici e i Nichilisti

Siamo in molti miliardi di troppo a chiedere il Paradiso in Terra, ed è l'Inferno quello che rendiamo inevitabile, con l'aiuti della nostra scienza, sotto il bastone dei nostri pastori imbecilli. Il futuro dirà che gli unici chiaroveggenti erano gli Anarchici e i Nichilisti.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)
 

sabato 17 novembre 2012

Luce e Ombra

Il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo questione di tempo prima che rischiari ogni piccolo angolo. E di solito non ci trovi più molto, quando l'ombra si è dissolta.
Andrea De Carlo, Tecniche di seduzione, 1991

venerdì 16 novembre 2012

Citando… Ugo Foscolo


“…Chi mi ha fatto così rigido e ombroso verso la più parte degli uomini se non la loro ipocrita crudeltà? Perdonerei tutti i torti che mi hanno fatto. Ma quando mi passa dinanzi la venerabile povertà che mentre s’affatica mostra le sue vene succhiate dalla onnipotente opulenza; e quando io vedo tanti uomini infermi, imprigionati, affamati, e tutti supplichevoli sotto il terribile flagello di certe leggi – ah no, io non mi posso rinconciliare. Io grido allora vendetta con quella turba di tapini co’ quali divido il pane e le lagrime: e ardisco ridomandare in lor nome la porzione che hanno ereditato dalla Natura, madre benefica ed imparziale – la Natura? ma se ne ha fatti quali pur siamo, non è forse matrigna?”

La differenza tra il rivoluzionario e il terrorista

La differenza tra il rivoluzionario e il terrorista risiede nella ragione per cui combatte. Chi combatte per una causa giusta e per la libertà e la liberazione della sua terra dagli invasori, i coloni e colonialisti, non può essere chiamato terrorista, altrimenti gli americani nella loro lotta per la liberazione dai colonialisti britannici sarebbero stati terroristi; la resistenza europea contro il nazismo sarebbe stata terrorismo, la lotta dei popoli asiatici, africani e latino-americani sarebbe terrorismo, e molti di voi che sono in questa Assemblea sarebbero considerati terroristi.
(Yasser Arafat, 1929-2004)
Premio  Nobel per la Pace

giovedì 15 novembre 2012

Le parole complicate

Le parole complicate degli psichiatri come quelle dei giuristi, e ancor più di quelle dei politici e dei medici in genere, hanno la funzione di non fare entrare facilmente gli altri nel loro mondo, dato che ormai è risaputo che buona parte del potere passa per l'accesso alle parole ed al loro significato.
Giorgio Antonucci, I pregiudizi e la conoscenza critica alla psichiatria, 1986

mercoledì 14 novembre 2012

Meditazione è scoprire

Meditazione è scoprire …. se il cervello, con tutte le sue attività, le sue esperienze, può essere assolutamente acquietato. Non costretto, perché quando c’è costrizione, c’è dualità. L’entità che dice: «Vorrei avere esperienze meravigliose, perciò devo costringere il mio cervello a essere quieto», non ci riuscirà mai.
Ma se cominciate a indagare, a osservare, ad ascoltare tutti i movimenti del pensiero, i suoi condizionamenti, i suoi slanci, le sue paure, i suoi piaceri, a guardare come funziona, allora vedrete che il cervello diventerà estremamente quieto; una quiete che non è sonno ma è straordinariamente attiva e quindi è quiete. Una grossa dinamo che funzioni perfettamente, quasi non fa rumore; soltanto quando c’è attrito c’è rumore.
J. Krishnamurti

martedì 13 novembre 2012

A noi scappati dalla città


Noi non avevamo nelle nostre valigie che pochi indumenti messi in salvo nella fuga. A noi scappati dalla città, bastava trovare nei nostri paesi la nostra vecchia casa, il grande letto, la lucerna appesa alle catene del camino.
Leonardo Sinisgalli

sabato 10 novembre 2012

venerdì 26 ottobre 2012

l'illusione


Esistono degli uomini che non possono avere più nessun conforto, tranne l'illusione.
Maksim Gorkij, L'eremita, 1922/24

giovedì 25 ottobre 2012

Pensieri oziosi di un ozioso



Ciascuno di noi ha l'innata convinzione che il mondo intero, con tutti e tutto ciò che contiene, sia stato creato per noi, come una sorta di appendice necessaria.
Jerome Klapka Jerome, Pensieri oziosi di un ozioso, 1886

giovedì 18 ottobre 2012

voltandosi indietro


Chi di noi, voltandosi indietro sulla strada da cui non c’è ritorno, può dire di averla seguita come avrebbe dovuto?
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982

venerdì 12 ottobre 2012

Vivere è un'arte-Marco Aurelio


Vivere è un'arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti.
Marco Aurelio, Pensieri, 166/79

mercoledì 10 ottobre 2012

La vostra gioia è il vostro dispiacere smascherato


La vostra gioia è il vostro dispiacere smascherato.
E lo stesso pozzo dal quale si leva il vostro riso,
è stato sovente colmato dalle vostre lacrime.
E come potrebbe essere altrimenti?
Quanto più il dolore incide in profondità nel vostro essere,
tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa coppa
che è stata scottata nel forno del vasaio?
E il liuto che calma il vostro spirito non è forse
il legno stesso scavato dai coltelli?
Quando siete felici guardate nelle profondità del vostro cuore
e scoprirete che ciò che ora vi sta dando gioia è soltanto
ciò che prima vi ha dato dispiacere.
Quando siete addolorati guardate nuovamente nel vostro cuore
e vedrete che in verità voi state piangendo per ciò
che prima era la vostra delizia.
Alcuni di voi dicono: “La gioia è superiore al dolore,”
e altri dicono: “No, il dolore è superiore.”
Ma io vi dico che essi sono inseparabili.
Giungono insieme e quando uno siede con voi alla vostra mensa,
ricordatevi che l’altro giace addormentato sul vostro letto.
In verità siete sospesi tra dolore e gioia come bilance.
Solo quando siete vuoti siete immobili ed equilibrati.
Quando il tesoriere vi solleva per pesare l’oro e l’argento,
la vostra gioia o il vostro dolore devono necessariamente alzarsi o cadere.

Kahlil Gibran, Il Profeta

La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni


La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza.
Albert Camus, L'uomo in rivolta, 1951

muoverci con libertà e creatività


L'entusiasmo è il più grande patrimonio che l'uomo possieda, è l'energia vitale che stimola le idee, è il sentiero che conduce al successo. Rappresenta la colonna portante attorno alla quale possiamo muoverci con libertà e creatività.
Romano Battaglia, Sulla riva dei nostri pensieri, 2000

martedì 9 ottobre 2012

Come ti sei ridotto-Curzio Maltese


Una volta un giornalista chiese all'inventore del circo moderno di definire la chiave del successo. Barnum lo portò alla finestra del proprio studio: "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue".
, Come ti sei ridotto, 2006

lunedì 8 ottobre 2012

il mondo che vi circonda-Kahlil Gibran


Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie.
Scoprirlo significherà, per voi, amarlo.
Kahlil Gibran

venerdì 5 ottobre 2012

l'età della tecnica-Umberto Galimberti


Siamo tutti persuasi di abitare l'età della tecnica, di cui godiamo i benefici in termini di beni e spazi di libertà. Siamo più liberi degli uomini primitivi perché abbiamo più campi di gioco in cui inserirci. Ogni rimpianto, ogni disaffezione al nostro tempo ha del patetico. Ma nell'assuefazione con cui utilizziamo strumenti e servizi che accorciano lo spazio, velocizzano il tempo, leniscono il dolore, vanificano le norme su cui sono state scalpellate tutte le morali, rischiamo di non chiederci se il nostro modo di essere uomini, non è troppo antico per abitare l'età della tecnica che non noi, ma l'astrazione della nostra mente ha creato, obbligandoci, con un'obbligazione più forte di quella sancita da tutte le morali che nella storia sono state scritte, a entrarvi e a prendervi parte.
Umberto Galimberti

Raccogli le tue forze e rialzati


Raccogli le tue forze e rialzati,
fai tesoro di ogni briciola di grinta che ti resta
e usala per "andare".
Non fermarti a metà strada.
Non c'è tempo da perdere.
Non c'è un secondo da sprecare.
Solo chi trova il coraggio di seguire le proprie emozioni,
per quanto folle sembri,
potrà sentirsi libero!

Anton Vanligt, Mai Troppo Folle

il possibile e l'impossibile -Michail Bakunin


"E' ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile.
Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo"
Michail Bakunin

giovedì 4 ottobre 2012

il grande ‘peccato’ dell’uomo

“…il grande ‘peccato’ dell’uomo occidentale è di essersi staccato dalla natura, dal suo ambiente. Per lui il sole, la luna, le stelle, i fiori, le piante, gli animali, non sono più né ‘sorelle’ né ‘fratelli’. Dal cosmocentrismo è passato al teocentrismo ed è finito nell’antropocentrismo. La conseguenza ‘perversa’ è stata chiara: se l’uomo è centro di tutto, egli allora diventa despota, può imporre senza remora le sue leggi, può esercitare violenza sulla natura e oppressione sui fratelli. Ma la natura espropriata e manipolata manifesta tutti gli effetti boomerang di un tale intervento”. (Galiano & Marchino (1990)

mercoledì 3 ottobre 2012

La vita letteraria


Coloro che leggono molti libri sono come i masticatori d'hashish: vivono in un sogno, e il veleno sottile che penetra nei loro cervelli li rende insensibili al mondo reale. Verrà il giorno che saremo tutti bibliotecari, e allora sarà finita per noi.

Anatole France, La vita letteraria, 1888/92

L'uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare


"L'uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare, per dirigere. Ma si sbaglia.
Egli è solamente parte del tutto. La sua funzione non è quella di sfruttare, bensì è
quella di sorvegliare, di essere un amministratore. L'uomo non ha ne potere, ne privilegi.
Ha solamente responsabilità".

Orens Lyons, Onondaga

martedì 2 ottobre 2012

Un modo diverso di Vivere-Jiddu Krishnamurti


Vedendo tutto ciò, la confusione, la grande infelicità, il senso di enorme malessere, ogni serio indagatore direbbe che è possibile trasformare questa società solo se l'individuo trasforma realmente se stesso, ovvero se si rigenera dalle fo
ndamenta. La responsabilità di questa trasformazione ricade sull'individuo, non sulle masse o sui preti, sui templi o le chiese, ma su ogni essere umano consapevole di questa spaventosa confusione politica, religiosa ed economica.
(Un modo diverso di Vivere)
Jiddu Krishnamurti

lunedì 1 ottobre 2012

La natura non ha alcun bisogno di un padrone


La natura non ha alcun bisogno di un padrone che la diriga; da sola mantiene il suo perenne movimento e la sua attività. E se questo padrone esistesse veramente, cosa meriterebbe, oltre a disprezzo e a oltraggio, per aver creato un universo colmo di tante imperfezioni?

Donatien Alphonse François de Sade, Justine o le disavventure della virtù, 1791

domenica 30 settembre 2012

Democrazia-Blaise Pascal


Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.
Blaise Pascal

Parlaci della Casa-Kahlil Gibran

 
Allora si fece avanti un muratore e disse:
Parlaci della Casa.

E lui rispose dicendo:
Costruite con l'immaginazione una capanna nel deserto,
prima di costruire una casa entro le mura della città:

poiché come voi rincasate al crepuscolo,
altrettanto fa il nomade che è in voi, sempre esule e solo.
La casa è il vostro corpo più vasto.
Essa si espande nel sole e dorme nella quiete della notte,
e non è senza sogni.
Non sogna forse la vostra casa?
E sognando non abbandona la città per il bosco o la sommità della collina?

Vorrei riunire nella mia mano le vostre case,
e come il seminatore disperderle in prati e foreste.
Vorrei che le vostre strade fossero valli e verdi sentieri i vostri viali,
affinché potreste cercarvi l'un l'altro tra le vigne
e ritrovarvi con l'abito odoroso di terra.
Ma questo non può ancora accadere.
La paura dei vostri antenati vi ha radunati insieme,
troppo vicini.
E questa paura durerà ancora in voi.
E ancora le mura delle vostre città separeranno dai campi i vostri focolari.

Ditemi, popolo di Orfalese, che avete in queste case?
E che mai custodite dietro l'uscio sbarrato?
Pace? Il calmo impeto che rivela la forza?
Ricordi? L'arco di pallida luce che unisce le cime della mente?
Avete la bellezza che conduce il cuore
dagli oggetti creati nel legno e nella pietra alla montagna sacra?
Ditemi, avete questo nelle vostre case?
O avete solo benessere e l'avidità del benessere
che furtiva entra in casa come ospite per diventarne padrona e infine sovrana?

Sì, essa vi domina,
e con il rampino e la frusta riduce a fantocci le vostre aspirazioni più alte.
Benché abbia mani di seta,
il suo cuore è di ferro.
Vi addormenta cullandovi per stare vicina al vostro letto
e prendersi gioco della dignità della carne.
Schernisce i vostri sensi integri
e li depone nella bambagia come fragili vasi.
In verità, l'avidità del benessere uccide la passione dell'anima
e sogghigna alle sue esequie.

Ma voi, figli dell'aria, insonni nel sonno,
non sarete ingannati né domati.
La vostra casa non sarà l'ancora,
ma l'albero della nave.
Non sarà il velo lucente che ricopre la ferita,
ma la palpebra a difesa dell'occhio.
Non ripiegherete le ali per attraversare le porte,
non chinerete la testa per non urtare la volta,
non tratterrete il respiro per paura che le mura si incrinino e crollino.
Non dimorerete in sepolcri edificati dai morti per i vivi.
E sebbene magnifica e splendida,
la vostra casa non custodirà il vostro segreto
né darà riparo alle vostre brame.
Poiché ciò che in voi è sconfinato risiede nella dimora del cielo,
la cui porta è bruma mattutina e le finestre sono canti di quiete notturna.

Kahlil Gibran

venerdì 28 settembre 2012

Che strana meccanica ha la mente umana


Che strana meccanica ha la mente umana. Possiede un dispositivo difettoso e difficile da individuare per ripararlo: la valvola che di fronte all'evidenza dovrebbe spegnere l'illusione.
Katia Guido

abbandonare le cose superflue-Paulo Coelho


Dopo aver abbandonato tutte le cose superflue, l’uomo può finalmente impadronirsi dell’eleganza. È così che scopre la semplicità e conosce la vera concentrazione: quanto più semplice e sobria sarà la sua figura, tanto più bello e interessante apparirà agli occhi degli altri.
Il Manoscritto Ritrovato ad Accra, Paulo Coelho

giovedì 27 settembre 2012

La terra non appartiene all'uomo


La terra non appartiene all'uomo, e' l'uomo che appartiene alla terra e tutte le cose sono collegate
come il sangue di una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra,capita anche ai figli della terra,

quindi non e' stato l'uomo a tesserela tela della vita, egli ne e' soltanto un filo.
Qualunque cosa faccia alla tela la fa a se.
(Capo indiano Sioux Caprido Zoppo)

Gli alberi sono liriche -Kahlil Gibran


Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.

Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, 1926

mercoledì 26 settembre 2012

La solitudine-Manuale del perfetto Single


La vera, devastante solitudine non è di chi è solo da solo con se stesso, ma di chi è in due e dispera di poter essere di nuovo solo da solo.
Aldo Busi, Manuale del perfetto Single, 2002

martedì 25 settembre 2012

L'uomo che vive in gabbie di cemento


Le innaturali concentrazioni metropolitane non colmano alcun vuoto, anzi lo accentuano. L'uomo che vive in gabbie di cemento, in affollatissime arnie, in asfittiche caserme è un uomo condannato alla solitudine.

Eugenio Montale, Trentadue variazioni, 1973